Al tempo dell´Impero Romano, Plinio il Vecchio - scrivendo sul centro di Palo - precisò che era situato tra Bu-tuntum (Bitonto), Grumum (Grumo), Taurectum o Tauric-tum (Toritto), MELLITTO e Auricarra (Auricarro). Il Bosco Mellitto, dunque, aveva questo nome già nel passato.
I dati tecnici del Bosco Mellitto (di cui una parte è detta MACCHIA MELLITTO) - nella sua realtà del passato - si leggono nel Dizionario Geografico del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani: "... un bosco denominato Mellitto, il cui perimetro è di circa miglia 24, chiamato Gran Bosco, tutto piantato di querce e distante da essa Terra (Grumo) miglia 5. I possessori del Bosco Mellitto, con istanza del 1837, domandarono al Decuriato di concedere loro a censo gli alberi di quercia impiantati sulle loro terre. La quotazione del Bosco Mellitto avvenne il 20 settembre 1875 in numero di 145 con l´annuo canone di L. 8,50".
Le querce più annose e maestose dell´intera Puglia erano, un tempo, proprio nei boschi di Toritto e di Grumo. Anzi, si ricorda che era privilegio di Grumo determinare - per i contratti a voce - il prezzo delle ghiande fino al 1870.
L´importanza "economica" delle querce per la Grumo "di un tempo" è simboleggiata nello stemma comunale: vi appare, infatti, una grossa quercia.
Terreni seminativi nel Bosco mellitto furono assegnati a proprietari privati il 6 novembre 1809, il 22 aprile 1811, ecc. Il 20 settembre 1875 altre terre demaniali del Bosco mellitto, furono ripartite fra i cittadini poveri del comune di Grumo Appula.