Il santuario di Mellitto
Info storiche e piccole curiosità
La costruzione di tale chiesa è avvenuta in varie fasi:
Inizialmente si trattava di una edicola (icona) con l'affresco di S. Maria delle Grazie posto su un parete in pietra, risalente mediante la datazione dell'Accademia delle Belle Arti, al 1500 d.C.
In seguito, nel l697, intorno all'affresco si costruÌ una piccola cappella con la volta a cupola e due feritoie laterali.
Nel 1800 si ampliò la cappella sfruttando i muri perimetrali della stessa.
Infine nel 1924, nella parte retrostante dell'affresco, si costruì una piccola sacrestia.
La facciata della chiesa attuale, sostiene due stele di marmo piuttosto recenti, sulle quali sono riportate l´Ave Maria del Carducci a sinistra, e l´ Ave Maria di Dante a destra.
Dal 1973, in seguito a ricorso presso la S. Congregazione del Clero presentato da don Gaetano Tomanelli, allora parroco della Chiesa di Monteverde, il Santuario di Mellitto è sotto la giurisdizione della Parrocchia di S. Maria di Monteverde.
Stele con Ave Maria del Carducci
Ave Maria! Quando su l'aure corre
l'umil saluto, i piccioli mortali
scovrono il capo, curvano la fronte
Dante e Aroldo.
Una di flauti lenta melodia
passa invisibil fra la terra e il cielo:
spiriti che forse furon, che sono
e che saranno.
Un oblio lene de la faticosa
vita, un pensoso sospirar quiete,
una soave volontà di pianto
l'anime invade.
Taccion le fiere e gli uomini e le cose,
roseo 'l tramonto ne l'azzurro sfuma,
mormoran gli alti vertici ondeggianti
(da La Chiesa di Polenta, versi 113-128)
Stele con Ave Maria di Dante
Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio
tu sei colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che il suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo nell'eterna pace
cosi è germinato questo fiore.
Qui sei a noi meridiana face
di cariiate, e giuso, intra i mortali,
sei di speranza fontana verace.
Donna, sei tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disianza vuoi volar sanz'ali.
La tua benignitate non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
(Paradiso, XXXIII, vv. 1-21)
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FOTOGALLERY
Testo tratto da "Storia e Tradizioni di Grumo Appula" di Gaetano Tomanelli
[Foto: Colasuonno Grazia]