Home Page
| HOME | La festa | Le testimonianze dei fedeli

Le testimonianze dei fedeli

Cuori rivolti alla Madonna

La parola ai devoti della Madonna di Mellitto.

Clicca sui nomi e scegli le loro testimonianze

Mirko Ventrella

La Madonna a Mellitto
Nelle domeniche mattina dei mesi estivi è sistematico vedere di buon ora famiglie e comitive di amici partire verso le spiagge, alla ricerca di mare, divertimento e del sospirato relax. L´ultima domenica di luglio (quest´anno caduta il 29 luglio) a Grumo però qualcosa cambia: per le strade non è la musica delle autoradio delle allegre comitive a prevalere ma le colonne sonore dei carri infiorati; ci si sveglia di buon´ora ugualmente ma per dirigersi verso la piazza e la chiesa matrice.., per ripetere annualmente la tradizione di accompagnare la "Patrona di Mellitto". Tanta, davvero tanta la gente che accorre e, con devozione, preghiere e canti, accompagna la statua della Madonna che fa ritorno a casa sua, nell´altura di Mellitto, dopo aver sostato per qualche settimana nel nostro paese e tra le nostre comunità parrocchiali. Impossibile resistere al richiamo dei fuochi pirotecnici, che fragorosamente brillano nel cielo a raffigurare l´esplosione di gioia nel cuore dei fedeli che applaudono e si commuovono mentre l´immagine della Madonna viene riposta sul carro che la ricondurrà presso la sua dimora campestre. Un vero grumese non può mancare a questo appuntamento: non si tratta di semplice tradizione o folklore; è fede viva e autentica.

Nel segno della sua immagine Maria ha visitato la nostra città, è venuta a trovarci come un giorno andó a trovare sua cugina Elisabetta. Lei che a Betlemme ha mostrato Gesù ai Magi, è venuta tra noi a mostrarci il Bambino che è posto tra le sue braccia; lei che per tre giorni con Giuseppe, suo sposo, andò alla ricerca del piccolo Gesù smarritosi, è venuta tra noi a trovare i suoi figli, smarriti nel peccato. Lei che supplicò Gesù perchè facesse il miracolo a favore degli sposi di Cana, è venuta tra noi supplicando suo figlio di esaudire tutte le nostre preghiere; lei che è stata forte al Calvario sotto la croce, è venuta a confortare quanti vivono nella sofferenza. Lei che è stata orante nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo, è venuta a rafforzarci nelle fede, speranza e carità; lei che è assunta in cielo e risplende gloriosa alla destra del suo figlio è venuta a ricordarci qual è la meta del nostro terreno peregrinare.

E mentre Lei, la Madonna delle Grazie, fa ritorno alla sua dimora la vogliamo salutare e pregare con uno scritto don Tonino Bello: "Santa Maria, ministra dolcissima della grazia prevenente di Dio, alzati ancora una volta in fretta vieni ad aiutarci prima che sia troppo tardi; abbiamo bisogno di te. Non attendere la nostra implorazione. Anticipa ogni nostro gemito di pietà. Prenditi diritto di precedenza su tutte le nostre iniziative. Quando il peccato ci travolge ci paralizza la vita, non aspettare il nostro pentimento, previeni il nostro grido d´aiuto e corri subito accanto a noi e organizza la speranza attorno alle nostre disfatte. Se non sarai Tu a muoverti per prima noi rimarremo nel fango. E se non sarai Tu a scavarci nel cuore cisterne nostalgia, non sentiremo neanche più bisogno di Dio. Donaci, ti preghiamo, 1a forza di partire per primi ogni volta che c´è da dare perdono. Rendici come te, esperti nel primo passo; non farci rimandare a domani un incontro di pace che possiamo concludere oggi. Santa Maria, quando busseremo alla porta del cielo e compariremo davanti all´Eterno, previeni la sua sentenza. Alzati per l´ultima volta dal tuo trono di gloria e vieni incontro a noi, prendici per mano e coprici con il tuo manto. Con un lampo di misericordia negli occhi, anticipa il suo verdetto di grazia e saremo sicuri del perdono".
Mirko Ventrella

Marianna Bracciodieta

La Madonna a Mellitto
Che bella! È proprio bella la nostra immagine della Vergine!".

Con queste parole, don Tommaso Mastrandrea ha aperto l´omelia nel primo giorno di novena in onore della Madonna di Mellitto, guardando con il naso all´insù, quasi estasiato, la sacra statua che dominava vincente in quei giorni la piccola parrocchia di Monteverde. Bastava accostarsi un pò all´ingresso, anche soffermandosi un attimo sotto il pesante portone, sempre ben spalancato, per sentirsi attirare immediatamente lo sguardo da Lei, la nostra Mamma celeste che sembrava voler darci così il suo dolce benvenuto, e per restare attoniti a guardarla, per almeno una manciata di secondi, con occhi fissi e fiduciosi.

È bella Lei, con i suoi occhi luminosi, il suo sguardo rassicurante e confortante, il suo aspetto quasi immobilizzante e, se proviamo a penetrare con il nostro sguardo supplichevole nel suo tanto misericordioso, pare quasi che i suoi dolci occhi si socchiudano e le sue colorite gote si innalzino per lasciare spazio ad un rasserenante e benevolo sorriso. Il suo sontuoso abito chiaro, adorno di eleganti e lavorazioni e decorazioni, pare voglia riflettere paradossalmente all´esterno la sua semplicità e la sua purezza inferiore, che appare ulteriormente esaltata dulia luce bianca che dall´illuminazione posta all´altezza delle sue umili ginocchia, dilaga verso l´alto fino al suo viso soave, reso così ancora più leggiadro, più chiaro, più dolce. E quella cascata azzurra che, posta dietro la sacra immagine, sembra voglia immergerla in un terso cielo stellato, contribuisce anch´essa a tenere i nostri occhi, umili e tanto deboli, su quel volto incoronato, trionfante e sorridente.

Sì, trionfante e sorridente, proprio come lo era quel sabato, quando la bella Madonna giunse dinanzi alla nostra parrocchia, accolta da calorosi applausi e anche da qualche lacrima di commozione, mentre la si riponeva accuratamente su una base sistemata sul sagrato della chiesa, rivolta ai fedeli, lì raccolti per assistere alla solenne celebrazione in suo onore. La sua aurea corona e il suo manto blu la rendono quasi "sovrannaturale", ma non dobbiamo dimenticare che la Madonna è stata una fanciulla, diciamo pure, come tante (anche se sarebbe più giusto dire come poche, se si pensa alla società attuale!), proprio così, in carne ed ossa, piena di grazia e di fede, come dimostra il suo gioioso "si" che l´ha resa Madre di Dio e di Gesù.

E certamente non rinuncerà mai a ripetere infinite volte quello stesso "sì", con quella stessa gioia, di fronte ad ogni nostra giusta richiesta avanzata con fede, un "sì" con cui Ella si impegna ad intercedere per noi presso il suo Figlio, che senza dubbio non le negherà nulla di quello che Lei amorevolmente Gli chiederà. Quindi, non soffermiamoci ad un superficiale segno di croce o ad uno sfuggente cenno col capo, ma diamo voce e significato a questi nostri gesti (di devozione senza alcun dubbio), anche solo con un´Ave Maria, anche perché Lei, vedendoci arrivare, sa già ciò di cui abbiamo fame e sete, perché il suo sguardo, profondo e penetrante, è un buon "lettore di cuori", si sa!!

E adesso, dopo il faticoso pellegrinaggio di ritorno verso Mellitto, Lei è lì, di nuovo nella sua tranquilla e silenziosa dimora da cui custodisce le nostre campagne, protegge i nostri giovani, veglia sul nostro lavoro, proprio come le chiedevamo nella preghiera durante la novena e ha, non dimentichiamo, sempre l´orecchio ben teso alle nostre suppliche... alle nostre preghiere... alle nostre richieste.
Marianna Bracciodieta



[Testo tratto dal mensile IN Salita, edito dal Centro Parrocchiale Monteverde]

[Foto: Colasuonno Grazia]
copyright
Madonna di Mellitto.it © Tutti i diritti riservati 2003 - 2010 - Ideato e realizzato da Grazia Colasuonno
Questo sito usa < wi.li. /> - Pagina resa in 0.86 Secondi - Torna ad inizio pagina
Il presente sito è parte di Grumo Appula N E T W O R K, il Circuito Web di Grumo Appula